Collaborazioni
LABORATORIO CIVILIZZAZIONE ECONOMIA
La nascita di un Laboratorio va nella direzione di far conoscere le strategie, le metodologie e le tecniche della raccolta fondi alle realtà economiche territoriali non profit, agli enti ecclesiastici e al mondo studentesco. Il Laboratorio congiunto SOFTLAB-ISSR è punto di osservazione privilegiato per verificare le capacità della cittadinanza meridionale a sostenere il clero e la sussidiarietà, e per sviluppare una cultura della donazione nel Mezzogiorno d'Italia, oggi meno ricettivo del resto del Paese. I principali ambiti di attività del Laboratorio sono i seguenti:
Gli ambiti di intervento sono:
ASSIF
SOFTLAB TERZO SETTORE e ASSIF collaborano insieme dal 2007, in particolare sul versante delle indagini sullo stato della Raccolta Fondi nel nostro Paese.
Con lo scopo di definire il panorama delle organizzazioni che si occupano di fundraising in Italia, SOFTLAB TERZO SETTORE ha collaborato con Assif nell'ideazione, progettazione e realizzazione di due indagini conoscitive sullo stato del Fundraising in Italia (2008 con follow-up nel 2010) - che hanno visto coinvolte oltre 100 tra le maggiori ONP italiane e circa 250 fundraiser.
Gli ambiti esplorati dalla ricerca sono:
Il lavoro del Fundraiser, secondo l'opinione di Stefano Zamagni (estratto dall'intervista per l'indagine sul Fundraising 2008): "Come vede suggerisco la mentalità dell'imprenditore. Voi avete una mentalità notarile, da avvocato, il quale sta lì ad aspettare il cliente. Invece dovete diventare un'associazione di imprenditori, imprenditori civili, non professionisti. Perché i professionisti devono conoscere le tecniche e basta, non assumono rischi. Invece l'imprenditore civile assume rischi. Questa è una missione veramente notevole, ma ci arriverete. Se non lo farete voi state pur certi che lo farà qualcun'altro, e vi spiazzerà".
BENI CULTURALI E INNOVAZIONE TECNOLOGICA
Da tempo SOFTLAB TERZO SETTORE è attiva in un settore tra i più interessanti e potenzialmente redditizi nel nostro Paese: quello dei Beni Culturali. Il bene culturale è da noi visto come un sistema aperto, un territorio definito da confini attraverso i quali viaggiano relazioni e conoscenze: aperto quindi al cittadino, che si avvicina al mondo della cultura, interagendo con essa e partecipando alla sua diffusione, in specifica relazione all'emergere delle nuove possibilità tecnologiche di accessibilità mobile. Non basta più, nelle vicende educative e formative tradizionali, l'utilizzo delle sole tecnologie internet: occorre coinvolgere i cittadini, interagire con loro e farli interagire. Nasce il concetto di ECN o Extended Cultural Network, che si propone come integrazione di sistemi allo scopo di centralizzare informazioni relative ai beni culturali e di renderle disponibili all'interno di Musei, siti archeologici o semplicemente da casa, piuttosto che sul telefono (o simile-device) del visitatore. Ecco le principali caratteristiche dell'ECN: